Immersa nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio UNESCO, Pieve di Soligo è una cittadina dalla forte vocazione culturale in cui grandiose architetture si alternano a deliziosi angoli di paesaggio. Custodisce un’anima colta e vibrante, plasmata da figure di spicco del Novecento come l’economista Giuseppe Toniolo e la soprano Toti Dal Monte. Ma è soprattutto qui che la parola di Andrea Zanzotto, uno dei massimi poeti del XX secolo, si è fatta paesaggio.

Parti per un viaggio alla scoperta di Pieve di Soligo attraverso i suoi luoghi simbolo e le tracce indelebili del suo indimenticato Poeta!
L’Ombra del Poeta e Palazzo Vaccari
Il nostro tour comincia dall’Ufficio Turistico, presso il Fondaco del Gusto, un locale dove storia e tradizione culinaria si incontrano, essendo sede dell’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca. Proprio di fronte è sito Palazzo Vaccari, ex scuola elementare e attuale sede del municipio, su cui appare l’iscrizione“Educa e spera”, a ricordo dell’impegno civile del sindaco Antonio Schiratti per l’istruzione delle classi meno abbienti. Proseguendo verso Piazza Vittorio Emanuele II, il nostro sguardo è rapito dall’“Ombra in rete“ di Mario Martinelli, installazione presente sulla facciata ovest del Palazzo. Non è una statua, ma un “graffito plastico” in rete metallica che ritrae Zanzotto mentre cammina con sciarpa e cappello. L’opera gioca sulla “presenza dell’assenza”, accompagnata dal verso emblematico: “lontan massa son ‘ndat pur stando qua” (sono andato molto lontano, pur rimanendo qui).

Acqua e memoria: il Soligo e Borgo Stolfi
Attraversando la Piazza e proseguendo verso il ponte, raggiungiamo Palazzo Balbi Valier, antica dimora veneziana legata alla lavorazione della seta e residenza della scultrice Marta Sammartini. Ma è poco oltre che entriamo nel “luogo del cuore”: Borgo Stolfi.

È qui, lungo il fiume Soligo, che il tempo sembra fermarsi tra vecchie rogge e ruote di mulini. L’acqua sembra parlare: le steli sui muri ricordano le piene del fiume, mentre il mormorio costante della corrente ci riporta alle atmosfere onomatopeiche della poesia di Zanzotto, che del Soligo amava il riflesso e la vitalità.
Seguendo il corso del fiume, possiamo seguire La Via dei Troi, un percorso naturalistico che unisce il centro di Pieve alla vicina Solighetto. Il Parco del Soligo e le dolci anse del fiume ci accompagnano lungo questo tranquillo itinerario che unisce cultura e natura, immerso nel paesaggio Patrimonio UNESCO.

“Zauberkraft”: la Cal Santa e Casa Zanzotto
Per proseguire la scoperta del centro storico di Pieve di Soligo, dopo aver visitato il Parco del Soligo attraversiamo il Parco del Donatore e raggiungiamo la Cal Santa, dove il nostro itinerario raggiunge il suo apice emotivo. La Cal Santa, infatti, è una delle vie storiche e caratteristiche: antica via crucis decorata da capitelli e dalla Porta Santa, questa zona della Città fu definita dal poeta la sua “Zauberkraft”, la sua “contrada magica”. È qui, infatti, che sorge la Casa Paterna di Andrea Zanzotto, dove visse la sua giovinezza. Recentemente restaurata, la casa è aperta in occasioni speciali e invita a entrare fisicamente nel mondo di Zanzotto, tra gli affreschi del padre Giovanni e le finestre che si aprono su quel “piccolo mondo” diventato letteratura universale.
Fede, arte e storia: il Duomo e Corte Morona
Dalla Cal Santa in pochi passi raggiungiamo il Duomo, con il suo campanile alto 75 metri. All’interno, tra opere di Francesco da Milano e di Marta Sammartini, riposa il Beato Giuseppe Toniolo.

Proprio di fronte al Duomo, Corte Morona ci accoglie con i versi che Zanzotto dedicò con affetto a questo spazio, ora residenziale e direzionale. In questo complesso si inserisce la chiesetta barocca della Madonna del Carmine, dove è custodita una pala dipinta da Giovanni Zanzotto, padre del poeta.

Visitare Pieve di Soligo è immergersi nel Paesaggio, dove sono proprio le Colline Patrimonio UNESCO che raccontano i versi della scoperta, proprio come nelle poesie che qui, tra queste strade e queste acque, hanno trovato la loro casa.


