Cortina, lo sport e gli atleti che vincono il concetto stesso di “destino”

Cortina d’Ampezzo, 10 marzo 2026: Renè De Silvestro conquista l’argento nella combinata alpina categoria sitting, sfiorando l’oro per 11 centesimi ed entusiasmando  il pubblico.

Contemporaneamente a Casa Veneto Francesca Porcellato, vincitrice di 14 medaglie paralimpiche, dichiara “Non è la traccia che lascio sul terreno, ma il traguardo che riesco a raggiungere”, ispirando un applauso in platea durante la conferenza “Donne formidabili nello sport e nella vita. La Rossa volante nella città del Rosso volante”.

Sono passati solo quattro giorni dall’accensione del braciere di Cortina proprio a opera di Francesca Porcellato.

Solo 4  giorni dal momento in cui Renè De Silvestro è stato portabandiera per l’Italia a Verona.

Eppure la sensazione è di aver vissuto un lasso di tempo molto più ampio, forse per la grande quantità di gare che scandiscono la quotidianità di Cortina da allora, forse per la profondità degli eventi a cui si assiste ogni giorno.

Lo sport, infatti, emerge con forza per un aspetto fondamentale, ovvero come veicolo di un cambiamento in chiave inclusiva, attraverso le storie personali di chi ha combattuto in prima persona l’abbattimento di barriere non solo architettoniche, ma anche immateriali.

Francesca racconta, a tal proposito, un aneddoto significativo della sua esperienza: “Alla mia prima convocazione, a 18 anni, in partenza per Seoul, all’aeroporto eravamo tutti felici e orgogliosi di rappresentare l’Italia. Un signore si avvicinò e ci chiese dove stessimo andando e, alla risposta, ci interrogò su quale santuario ci fosse a Seoul”.

E poi ha continuato “Il paese che ho visto cambiare di più in tal senso è l’Italia: non vuol dire che siamo i primi della classe, non vuole dire che siamo bravissimi, vuol dire che siamo cresciuti, vuol dire che siamo sulla buona strada, che dobbiamo lavorare ancora molto, ma che stiamo lavorando bene”.

Un’iniezione di energia e ottimismo che si aggiunge alle emozioni vissute nei giorni precedenti: il pubblico variopinto che attraversa le vie della Regina delle Dolomiti, che anima le tribune, che trattiene il respiro quando un atleta cade e lo supporta quando arriva al traguardo.

Lo stupore dei bambini di fronte alla grinta e al coraggio.

Le osservazioni degli adulti che assistono alle competizioni e ascoltano le interviste agli atleti.

“Non puoi avere il sole senza la pioggia… Ho visto quanto può essere fragile la vita e tu devi andare avanti lo stesso… se devi prenderti quello che ti manca, è molto più bello in cima”. Queste sono solo alcune delle parole di Patrick Halgren e stanno facendo il giro del web: forse perché esplicitano temi comuni a tante persone e toccano corde spesso messe da parte, ma che in fondo riguardano ciascuno di noi.

Articolo di Chiara Costa | 10/03/2026

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