Coldiretti Treviso: «La nuova PAC cancella la condizionalità sociale, un grave passo indietro per i diritti dei lavoratori agricoli»

Giorgio Polegato denuncia la scelta dell’Unione Europea di svincolare l’accesso ai fondi agricoli dal rispetto delle norme sul lavoro. «La dignità dei lavoratori deve restare una priorità».

A dieci anni dall’introduzione della legge contro il caporalato, arriva dall’Unione Europea una decisione che rischia di indebolire il percorso compiuto in materia di tutela dei lavoratori agricoli. La nuova Politica Agricola Comune (PAC) cancella infatti la condizionalità sociale, eliminando il vincolo che lega l’accesso ai finanziamenti europei al rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.

Una scelta fortemente contestata da Coldiretti, che attraverso il proprio Osservatorio Agromafie ha contribuito in questi anni alla lotta contro lo sfruttamento del lavoro e le infiltrazioni criminali nelle filiere agroalimentari.

«Un anniversario macchiato da una decisione incomprensibile dell’UE, che rappresenta un pericoloso passo indietro – afferma Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso –. Slegare la possibilità di ottenere i fondi agricoli dal rispetto delle norme relative alle condizioni di lavoro e di impiego, comprese quelle sulla salute e sulla sicurezza, significa indebolire uno strumento fondamentale di tutela della dignità dei lavoratori».

Polegato sottolinea inoltre la posizione assunta da Coldiretti a livello europeo, unica organizzazione agricola datoriale ad aver sostenuto la necessità di mantenere questo vincolo nella PAC, anche in contrapposizione alla linea del Copa guidato dal presidente Giansanti.

La Confederazione è pronta a proseguire la propria battaglia nelle sedi europee per ripristinare un principio considerato fondamentale per la civiltà del lavoro. In questa direzione si inserisce anche la mobilitazione prevista a Bruxelles il prossimo 3 novembre, promossa da Effat, l’organizzazione europea dei lavoratori agricoli alla quale aderiscono anche Cgil, Cisl e Uil.

Legalità e formazione: l’impegno di Coldiretti sul territorio

La ricorrenza dei dieci anni della legge sul caporalato rappresenta anche l’occasione per ricordare il lavoro svolto sul territorio nella prevenzione dello sfruttamento e nella promozione della cultura della legalità.

In Veneto, Coldiretti collabora con la Regione a iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti delle scuole superiori, in particolare degli istituti agrari. Tra queste le «Lezioni di Legalità», inserite nel progetto sostenuto dalla Legge regionale n. 48/2012, che affrontano i temi del contrasto alle agromafie, dello sfruttamento del lavoro e del rispetto delle regole.

Un’attività che punta a coinvolgere le nuove generazioni, diffondendo una maggiore consapevolezza sul valore della legalità e sulla dignità della persona all’interno delle filiere produttive.

Per Coldiretti, la tutela dei lavoratori richiede un impegno costante e un rafforzamento delle attività di prevenzione, controllo e contrasto a ogni forma di irregolarità. Secondo Polegato, è necessario colpire senza esitazioni chi opera al di fuori della legalità, coinvolgendo maggiormente anche le organizzazioni datoriali nella gestione dei flussi di manodopera.

I controlli, inoltre, non devono fermarsi alle aziende agricole, ma estendersi all’intera filiera agroalimentare, fino alla grande distribuzione organizzata. L’obiettivo è contrastare anche le speculazioni economiche che, secondo Coldiretti, alimentano forme di sfruttamento definite come «caporalato dal colletto bianco».

Un richiamo forte affinché la competitività del settore agricolo non venga mai perseguita a discapito dei diritti, della sicurezza e della dignità di chi lavora ogni giorno per garantire qualità e valore alle produzioni agroalimentari.

Marcadoc | 29/10/26

Condividi
Facebook
WhatsApp
Twitter
Telegram
Potrebbe interessarti

Iscriviti alla Newsletter!