Venerdì 2 ottobre, ore 20.00, al Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona si aprirà la stagione d’Opera 26/27 con la prima di Turandot di Giacomo Puccini, proposta nel centenario della prima rappresentazione. Un omaggio a uno dei titoli più popolari del repertorio che guarda però anche al futuro. Turandot è un’opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e successivamente completata da Franco Alfano, uno dei suoi allievi. In una Cina leggendaria e favolosa, la gelida e maestosa principessa Turandot sfida i suoi pretendenti con enigmi mortali. Solo il coraggioso Calaf riesce a superarli, conquistando il diritto di sposarla. Il vero enigma della Principessa è però ancora da scalfire: il suo cuore, chiuso al sentimento e alla compassione, viene travolto da sacrificio, passione e speranza, sino ad affrontare la paura e sciogliere ogni resistenza. Il progetto registico di questa Turandot, firmato da Nadir Dal Grande, si basa sull’incompiutezza dell’opera di Puccini, trasformata in un finale aperto che non risolve i conflitti ma pone domande profonde su amore, redenzione e responsabilità.



Un successo annunciato che verrà celebrato con un esclusivo vernissage animato dalle eleganti bollicine di Ponte1948. Per l’occasione sono state scelte tre etichette pluripremiate in tutto il mondo: Prosecco DOC Extra Dry Treviso, Prosecco DOC Extra Dry Millesimato e Prosecco DOC Rosé Millesimato Brut, note raffinate e differenti per un’unica meravigliosa sinfonia di colore, profumo e gusto.
“Il connubio con la cultura e l’arte è tra i capisaldi della Cantina fin dalla sua costituzione nel 1948 – commenta Luigi Vanzella, Direttore Generale Viticoltori Ponte – e l’Opera ne è certamente la massima rappresentazione. Siamo felici di prendere parte a questa importante inaugurazione al fianco del Teatro Ponchielli, che da sempre incarna gli stessi nostri ideali di etica, rispetto, passione ed impegno”.
Turandot, in replica domenica 4 ottobre alle ore 16.00, è la prima tappa del grande viaggio del Ponchielli nella tradizione lirica italiana ed europea, capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità diverse.


