Il patron di Hausbrandt, Martino Zanetti, è anche un artista dalla fine sensibilità e dalla vasta cultura: lo si apprende anche dai suoi dipinti astratti, che nella mattinata del 12 novembre sono stati presentati presso il ristorante Giovi – Locanda Ca’ di Ponte, a Ponte della Priula. All’interno dello stesso locale infatti sono presenti moltissime opere di Zanetti, che costellano le sale da pranzo e i corridoi che conducono alle suite della locanda, in un percorso espositivo che coniuga purezza formale e intensità espressiva.
“Non sono uno di quegli artisti che cercano di spiegare a tutti i costi la propria pittura – dice lo stesso Zanetti – perché l’arte è un’esperienza in divenire, non qualcosa da spiegare razionalmente. La mia è una pittura che parla da sé perché per quanto riguarda la pittura, più si parla meno si dice. Guai imitare la pittura e guai imitare sé stessi.”
Le opere si configurano come grandi lastre di plexiglass dipinte con colori acrilici, segni immediati e senza tempo e tendono ad esprimere l’immediatezza e la negazione di qualsiasi retorica estetica. Martino Zanetti mostra l’intimo connubio tra Arte e Conoscenza nelle opere più recenti in cui il colore diventa interpretazione del reale ed emozione pura.

L’artista si manifesta tramite la sua figura poliedrica di uomo studioso e appassionato di cultura
umanistica. Anni di ricerca e sperimentazione sul colore e sulla potenza batocromica lo hanno
condotto ad approfondire nuovi modi e materiali.
L’approccio artistico di Martino Zanetti procede attraverso la sua comunicazione emozionale, per
permettere allo spettatore pubblico di godere dell’esperienza artistica in modo immediato e libero,
tale da poter affermare che l’ultimo creatore dell’opera sia proprio lo spettatore. La pittura di Martino Zanetti, in una visione molto vicina al nouveau francese, è un’arte che racconta,
inesprimibile ricettacolo e contenitore del tutto. L’estremo realismo fa rifuggire l’artista dalle
retoriche novecentesche ed individua nella pittura un segno che trascende ogni querula digressione
novecentesca.
© Redazione Marcadoc | 12/11/2024


