Il primo d’aprile e quel pesce che almeno una volta nella vita ci ha fatto “fessi”

A chi non è mai capitato di rimanere vittima almeno una volta nella vita di un pesce d’aprile? Non aver ricevuto uno scherzo in quel fatidico giorno è quasi un disonore, un po’ come se gli altri non si ricordassero di noi. Un po’ per curiosità ed un po’ per gioco, mi sono messo alla ricerca delle origini di questa “strana” tradizione che si è sviluppata in tutto il mondo e che ha avuto come protagonisti personaggi eccellenti sia nel ruolo di vittime che di “carnefici”.

Pensate che il 1aprile 1938, tanto per citarne uno, il celebre regista americano Orson Welles nel corso di un programma radiofonico trasmise “La Guerra dei Mondi”, una vera e propria radiocronaca (inventata dal nulla) dello sbarco dei marziani sulla Terra. La gente ci cascò in pieno, tanto che si generò il panico e i centralini della polizia furono tempestati di chiamate. Ci fu addirittura chi affermò di averli visti davvero i marziani quel giorno.

Stando alla tradizione, il primo “pesce” d’aprile della storia fu architettato nientemeno che da Cleopatra. Ma perché l’eclettica regina scelse proprio un pesce per il suo scherzo? Si narra che Marco Antonio, al tempo suo amante, durante una gara di pesca per far bella figura, avesse incaricato uno schiavo di attaccargli di nascosto le prede all’amo. Cleopatra scoprì l’inganno e fece a sua volta attaccare all’amo un gigantesco pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo.

Un’altra leggenda ci riporta al beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe salvato miracolosamente un papa che stava soffocando a causa di una spina di pesce. Il pontefice per gratitudine, avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse più il pesce.

Secondo altri storici, la tradizione sarebbe nata nella Francia del XVI secolo ai tempi di Carlo IX. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano avvenuta nel 1582, in tutta Europa era usanza celebrare il Capodanno tra il 25 marzo e il 1º aprile, con tanto di scambio di pacchi dono. La riforma di papa Gregorio XIII spostò la festività al 1º gennaio. La leggenda d’oltralpe vuole che molti francesi contrari a questo cambiamento, continuarono a scambiarsi dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile, volendo scherzosamente rifarsi alla festività ormai abolita. Il nome che venne dato alla strana usanza fu “poisson d’Avril”, che tradotto ci riporta al “pesce d’aprile”.

In Italia il primo pesce d’aprile ci riporta alla Genova marinara di fine ‘800. Dalla città ligure l’usanza si diffuse rapidamente nel resto d’Italia. Ora lascio a voi ricordare il pesce d’aprile al quale siete più legati affettivamente, da ideatori o da vittime, con la certezza che se, come sosteneva Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”, sicuramente la sana ironia lo può rendere un posto migliore.

Articolo di Giancarlo De Luca

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