Cortina: Regina delle Dolomiti, Patrimonio mondiale, sede del Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e città ospitante, per ben due volte, i Giochi invernali nel 1956 e nel 2026, a distanza di settant’anni.
Una sequenza di titoli sufficiente a far intuire la meraviglia di una destinazione alpina di eccellenza, riconosciuta per la sua bellezza e unicità in tutto il mondo. Ma c’è di più.
I Giochi del 1956 furono l’occasione per molteplici prime volte e opportunità: furono i primi trasmessi in televisione e i primi in cui il cui Giuramento olimpico venne pronunciato da un’atleta donna, Giuliana Minuzzo. L’impulso che diedero trasformarono non solo il profilo turistico di Cortina, ma anche quello sportivo, vedendo la nascita del primo curling club in Italia proprio nel 1956, tra le vette della Regina delle Dolomiti.
Settant’anni dopo Stefania Costantini e Amos Mosaner hanno vinto un meraviglioso bronzo sul ghiaccio dello Stadio di Cortina, tornando a conquistare una medaglia olimpica, dopo l’oro di Pechino nel 2022.
Oggi, come quattro anni fa, è scoppiata la passione per il curling, contagiando tutti e invadendo i social con considerazioni più o meno indovinate e, soprattutto, imitazioni e parodie che contribuiscono a diffondere la simpatia per questa disciplina in realtà molto complessa.



Per giocare a curling, infatti, è necessario, padroneggiare la tecnica, mantenere calma e freddezza, ragionare e agire in modo strategico, essere preparati a livello atletico.
Ebbene sì: scivolare sul ghiaccio in ginocchio con il peso su una gamba sola, proiettando con consapevolezza un sasso di 18/20 kg, senza perdere l’equilibrio, non è facile come può sembrare.
E non lo è neppure usare le scope, mentre la stone scivola e si cerca di aggiustarne la direzione, evitando i sassi già posizionati e soprattutto ascoltando le indicazioni degli altri.
Perché il curling è un gioco di squadra e persino conoscere i punti di forza dei propri compagni è fondamentale per il successo del team.
La vittoria o la sconfitta, infatti, come spesso accade ad altissimi livelli, sono una questione di variabili talvolta minime.
Persino il campo di gioco rappresenta di per sé una sfida.
Il ghiaccio può essere “lento” o “veloce” in diversi momenti della giornata, pur restando nel medesimo luogo. È necessario, quindi, saper interpretare correttamente il campo, adeguando il singolo rilascio e l’intera strategia.
Quale sia il motivo per cui il ghiaccio possa essere “veloce” o “lento” richiede di entrare nel mondo della preparazione dei campi da curling.
Un piccolo, grande universo di persone esperte, appassionate di curling, spesso profondamente intente nel loro lavoro.
Tantissimi tra il pubblico si sono incuriositi, osservando gli ice maker all’opera: alcuni spettatori li hanno filmati e hanno pubblicato le immagini sui social, scatenando un’ondata di simpatia verso i tecnici.
Tale fenomeno alimenta a sua volta il fascino del curling, in grado di coinvolgere chiunque indipendentemente dal livello di conoscenza della disciplina.
E tutto questo è davvero una magia: la magia dello sport, la magia di Cortina.
Articolo di Chiara Costa | 21/02/2026


