Un patrimonio culturale fatto di tradizione che “vive”, si evolve e si adatta ai tempi, mantenendo però intatta la sua anima.
Cison di Valmarino. La Congrega Radici e Fasioi ha festeggiato ieri il 26esimo della fondazione, presso Castel Brando di Cison di Valmarino.
All’appuntamento sono arrivati i testimonial di altre congreghe, da tutta Europa. Tale è il fascino di questo piatto così semplice, frugale, ma gustosissimo. Delegazioni di una quarantina di sodalizi si sono presentati con mantelli delle più diverse fogge con la riproduzione dello stemma della congrega di appartenenza, alcuni pure con copricapi singolari (350 persone presenti all’evento).


La Congrega dei Radici e Fasioi nasce nel 1999 a Susegana, in seguito ad un incontro tra alcuni amici appassionati delle tradizioni locali, tradizioni che nel tempo hanno fatto grande il territorio del Quartier del Piave e dell’Alta Marca Trevigiana.
“Raccontare è un bisogno primordiale dell’uomo – afferma Remigio Villanova – e la memoria è il vero specchio dell’anima di un popolo, delle sue credenze e della sua storia. Le tradizioni raccontano chi siamo, da dove proveniamo e cosa ci lega come comunità, un senso di appartenenza profondo. Questo patrimonio di inestimabile valore, racchiude secoli di storia, sapori autentici, conoscenze e valori tramandati di generazione in generazione, rappresentando una fonte di identità e un legame tra passato e futuro molto prezioso, e ciascuno di noi, anche i giovani, può contribuire alla sua salvaguardia rendendolo vivo e significativo anche nel presente”.
Una panoramica di confraternite, quella di ieri, formate da persone che si appassionano alla loro storia, al loro modo di far da mangiare e che vogliono condividerlo con più persone possibili, creando così nuovi legami. In questo contesto, ci si raccoglie attorno a tavole imbandite tra il suono delle risate, il tintinnio dei bicchieri e il profumo avvolgente dei piatti tradizionali, dove fa da padrone di casa un primo piatto di radici e fasioi, preparato dalla Congrega Radici e Fasioi, accompagnato da un secondo di spiedo, realizzato dalla Confraternita dei Maestri dello Spiedo di Pieve di Soligo; creando un’atmosfera unica che rende ogni loro incontro indimenticabile.

L’attuale Maestro, Enrico Miozzo, con grande dedizione e impegno ha dato un’impronta dinamica alla Congrega Radici e Fasioi riuscendo, con il suo lavoro, a far convogliare altre Confraternite anch’esse nate con lo stesso obiettivo di valorizzare le tradizioni, la cultura, e la convivialità del nostro territorio.
“Persone come Enrico sono rare da trovare – prosegue Remigio – è arrivato con la sua umiltà, a tratti timidezza e gentilezza, senza il desiderio di strafare ma lavorando tanto, insomma un uomo di poche parole altresì molto concreto. È un uomo prorompente, lavora di giorno e di notte per fare fagioli. Una persona buona d’animo che porta avanti una congrega unita dalla stessa passione. È per merito suo che oggi ci sono così tante congreghe”.
“E’ il cuore che batte per questo territorio e per le nostre tradizioni – dichiara Enrico – Trasmettere conoscenze e tecniche culinarie tradizionali ai giovani è un passo fondamentale per garantirne una continuità, sostenendo anche le filiere di produzione locali, contribuendo così a preservare antichi metodi di coltivazione, lavorazione e preparazione dei cibi. Celebrare queste tradizioni, sedendosi a tavola ci regala un momento di convivialità, confronto, crescita condividendo sorrisi, affetti e ricordi indelebili, dove il cuore si apre e l’anima si riscalda”.
Le congreghe, arrivate dal Veneto, da tutta Italia e persino dall’Estonia, hanno visitato la Gypsoteca Antonio Canova di Possagno, a seguire la Cantina dei Conti Collalto, il municipio di Susegana con i saluti del sindaco Gianni Montesel e del consigliere regionale Alberto Villanova e hanno proseguito poi con il pranzo al Teatro Magno di Castel Brando, dove è avvenuto uno scambio di doni tra le varie confraternite e dove il Grande Maestro Enrico Miozzo ha intronizzato quattro nuovi confratelli e un nuovo socio: il giovane Rocco Maria Rossi.
“Un ringraziamento speciale – conclude Remigio Villanova – all’Associazione Maestri dello Spiedo, alla Confraternita del Mascarpone 1933, all’Accademia dello Spiedo e alla Confraternita del Raboso”.
Articolo di Federica Gabrieli ©


